Mario Draghi e le sue parole sull’Unione europea: “Per la prima volta noi europei siamo davvero soli, insieme”.
Mentre Trump e Xi Jinping si incontrano a Pechino e le delagazioni delle due potenze trattano su dossiers importantissimi, c’è un altro uomo la cui voce si fa ascoltare volentieri e viene tenuta in considerazione su scala planetaria. Parliamo di Mario Draghi.
In queste ore un ulteriore monito sulle sorti europee e il particolare momento che viviamo arriva ancora una volta da lui.
In occasione del conferimento del Premio Internazionale Carlo Magno ad Aquisgrana, l’ex presidente del Consiglio italiano ed ex governatore della BCE, Mario Draghi, ha pronunciato un discorso cruciale sul futuro dell’Unione Europea.

Draghi è tornato ancora una volta sulla necessità di rifondare l’architettura comunitaria, definendo l’azione coordinata obbligatoriamente a 27 Stati come “inadeguata” e troppo lenta rispetto agli shock globali, chiedendo esplicitamente il superamento dei veti e del voto all’unanimità. Il rischio per la UE è di “soccombere alla Storia”.
Come noto Mario Draghi è favorevole a una Unione dei volenterosi, con un “federalismo pragmatico” focalizzato su obiettivi urgenti e comuni: la difesa, il mercato dei capitali e la crescita economica.
Draghi è favorevole a una difesa più pronta a rispondere alle minacce, specie a est, che si sono intensificate negli ultimi mesi, sottolineando la necessità di una Europa che si mostri unita e assertiva: «Se un suo membro viene attaccato, l’Europa deve rispondere».
Il rapporto con gli Usa preoccupa tutti in Europa, incluso Draghi, grande europeista ma anche forte atlantista, che considera il partner americano “conflittuale e imprevedibile”, invitando la Ue a interrompere la via del compromesso a tutti i costi quando “il compromesso non ha funzionato”.
Come sempre lo speech di Draghi risulta efficace per precisione e sintesi e anche per evocazione di un concetto semplice e comprensibile a tutti. L’ex Governatore della Bce, l’uomo cult del Whatever it takes ha descritto ciò che vive l’Unione europea e gli europei tutti“Per la prima volta noi europei siamo davvero soli, insieme”.
Non può più fare affidamento passivo sulla globalizzazione o sulla protezione esterna, ma occorre creare una Europa politica vera e alla svelta.