L’Europa e la sfida dell’oggi.
Sarà vera sovranità Strategica contro la frammentazione geopolitica?
Il 2026, come prevedibile, non si sta delineando come un anno di semplice gestione ordinaria per nessuno e in particolar modo per l’Unione europea.
Siamo ormai in primavera inoltrata e oltre al quadro geopolitico sempre più difficile, vi sono scadenze e direzioni da prendere tra il prossimo pacchetto economico, il dialogo sul piano finanziario pluriennale 2028-2025, le decisioni sui tassi di interesse della BCE, dati economici a ribasso e inflazione al rialzo, la diplomazia attiva sul fronte commerciale nel nuovo braccio di ferro Usa-Ue, voluto da Trump.
Questi mesi si stanno dimostrando un vero banco di prova per la sopravvivenza del progetto europeo nel nuovo millennio. A pochi giorni dalla festa dell’Europa forse pero’ è utile fare il punto su alcuni passi compiuti dall’Ue, in un percorso che mira a rafforzarla su vari fronti.
Il 2026 segna l’inizio ufficiale di un passaggio dell’UE da mercato unico a potenza geopolitica che acquisisce consapevolezza. E’ ancora tutto in fase iniziale, ma è utile mettere a fuoco quali sono i progressi concreti fatti.

Sicurezza e Ucraina
La priorità resta la stabilità orientale. Attualmente l’Ucraina resiste e si difende dall’invasione russa grazie al sostegno europeo e praticamente solo su di esso, vista l’inaffidabilità americana.
L’UE ha blindato il sostegno a Kiev con un prestito di 90 miliardi di euro per il 2026-2027. Finanziato tramite debito comune, il pacchetto vincola gli aiuti a riforme sullo Stato di diritto e punta al rimborso tramite le riparazioni russe. Contestualmente è stato varato il 20° pacchetto di sanzioni, che punta isolare definitivamente l’economia bellica di Mosca. In questi giorni sembrerebbe indebolirsi la convinzione di Putin di poter uscire vittorioso e indenne dal conflitto. E si parla di un grande mediatore, per una nuova fase di trattative: Gerhard Schröder, già Cancelliere tedesco.
Economia e Commercio
Sul fronte globale l’Unione europea ha cercato di accelerare il processo di diversificazione sui mercati internazionali, dopo le tensioni commerciali con gli Usa. L’accordo con il Mercosur e i negoziati con l’India aprono mercati strategici, bilanciando il peso dei colossi USA e Cina. Il Global Gateway, superando i 300 miliardi di investimenti, rafforza le catene del valore nel Sud Globale, mentre l’Industrial Accelerator Act tutela la competitività del “Made in Europe” nelle tecnologie pulite.
Transizione tecnologica e futuro
C’è pero’ una sfida interna ed esterna fondamentale, sulla quale vi è molto lavoro da fare. La sovranità tecnologica è un obiettivo strategico urgente e da realizzare con ritmo sostenuto. Peraltro proprio entro il 2026, l’Europa deve ridurre la dipendenza dai materiali critici esteri per centrare gli obiettivi climatici del 2030. In questo scenario, il New Year’s Forum evidenzia come la coesione sul prossimo bilancio post-2027 sarà il vero test per una democrazia occidentale che deve scegliere tra l’integrazione federale e l’irrilevanza.
Queste sono le traiettorie che stiamo continuando ad analizzare con il Comitato scientifico del New Year’s Forum, così come è utile continuare a ripercorrere o dati emersi dalla recente ricerca dell’Istituto Piepoli presentate durante l’ultima edizione del NYF : termini come “incertezza”, “instabilità” e “complessità” dominano il lessico dei leader europei e sono alcune parole chiave scelte dagli esperti, opinion leaders e dai ricercatori intervistati dal nostro campione.
La complessità e l’incertezza non devono diventare un caos illegibile: cogliere traiettorie, segnali forti e segnali deboli da politica, società, mondo economico, accademia è essenziale per guidare il cambiamento che stiamo certamente tutti vivendo in molti modi diversi e in prima persona.